Newsletter 6-2014

Ricerche in evidenza:

1) Responsabile della logistica

Altre ricerche in corso

2) Addetto/a front office
Schena Assicurazioni SAS ricerca per la propria sede in Morbegno una figura che si occuperà di gestire il processo di vendita alla clientela in agenzia. Viene richiesta un pregressa esperienza - anche breve - nel settore della vendita.
Il profilo ideale è in possesso di diploma, età compresa dai 23 ai 35 anni, ed un forte orientamento al cliente. E' possibile l'assunzione con un rapporto di dipendenza a tempo determinato.

3) Help desk informatico

Newsletter 1-2014

Ricerche urgenti:

1) Assistente di produzione
Primaria azienda manifatturiera, nell’ambito del potenziamento del proprio plant sito nella media Valtellina, ricerca un ingegnere cui affidare il compito di potenziare l’area produttiva per migliorarne l’operatività.
Alle dirette dipendenze della direzione, si occuperà della gestione del ciclo produttivo e del personale impiegato nei vari reparti.
La candidatura ideale avrà maturato esperienza in produzione di aziende modernamente organizzate.
Caratterialmente intraprendente, dinamico e propositivo sarà possesso di elevate capacità relazionali, organizzative e di problem solving.

2) Addetto analisi clienti – CRM

Annunci di Dicembre 2013

Annunci di Dicembre 2013

Con grande soddisfazione, vi segnaliamo che è attivo il nuovo sito www.valtellinalavoro.it che sostituisce il vecchio portale.
Oltre le posizione lavorative aperte sul territorio, troverete nuove aree tematiche ed informazioni sul mercato del lavoro locale.

Cogliamo inoltre l'occasione per augurare Buon Natale ed un sereno 2014.

Ricerche in evidenza:

Monster University Tour

Cosa c'entra il Social media Marketing con la ricerca del lavoro?

Il passaggio da laureando a neolaureato è l'"incubo" di quasi tutti gli studenti universitari prossimi ormai a lasciare il mondo dello studio e proiettati verso quello del lavoro, che per molti ha ancora tratti decisamente nebulosi. Come muoversi in quella che può sembrare una giungla di domande andate a vuoto, tentativi falliti, riposte negative o mai ricevute?
L'obiettivo del Monster University Tour è quello di rispondere in parte a questa domanda. Il progetto nasce dall'incontro fra il mondo universitario e Monster, permette agli studenti di parlare direttamente con figure professionali che operano nel settore delle RU e del recruting.
Ho partecipato all’incontro rivolto agli studenti dell'Università di Pavia con Alessandra Lupinacci, rappresentante di Monster ed esperta di web marketing. Ma che cosa può avere in comune il marketing con la ricerca del lavoro?
L’incontro ha dimostrato che questo connubio è ormai imprescindibile, soprattutto per noi giovani, cresciuti nell’era di internet e dei Social network. Proprio da queste basi nasce l’intero progetto del monster University Tour, che focalizza l’attenzione su tre punti fondamentali: OTTIMIZZAZIONE DEL CV, PERSONAL BRANDING, REPUTAZIONE ONLINE.

  • Il cv rappresenta il nostro biglietto da visita, il modo in cui cerchiamo di esporre in maniera sintetica tutto quello che siamo, ed è quindi nel nostro interesse renderlo il più appetibile possibile agli occhi di un’azienda. Un cv ben strutturato da solo non garantisce un'assunzione ma può certamente spingere un selezionatore ad alzare la cornetta e a contattarci. Questo discorso vale soprattutto se si considerano, quali interlocutori del candidato, grandi società o agenzie di recruting, dove il selezionatore può dedicare al massimo 30 secondi a ciascun curriculum. Ci giochiamo tutto in quei trenta secondi di pre - selzione! Come rendere quindi il nostro cv il "più appetibile possibile"? Quali sono le regole del "curriculm vitae perfetto"? Ecco una prima regola: non esiste il "cv perfetto"! Ci sono certamente alcune regole fondamentali, che servono per creare un cv formalmente corretto (indicazione dei contatti, sezioni di istruzione ed esperienze lavorative, indicazioni sul trattamento dati ecc.; per una trattazione più approfondita rimando alla sezione CURRICULUM del sito di ValtellinaLavoro e che certamente alla platea riunita per l'incontro (me compresa) sono risultate molto utili e interessanti. Secondo la relatrice, l'elemento che può fare la differenza è uno, solo: la personalizzazione del CV! Questa può andare dall'inserimento di un piccolo summery o personal statement (sul modello dei cv anglofoni), all'interno del quale si possono indicare gli ambiti di interesse, fino alla lettera di presentazione vera e propria (intestata e di accompagnamento al CV).
  • Stendere un Curriculum Vitae "non banale" rientra all'interno della campagna marketing di sè stessi, che in gergo si definisce PERSONAL BRANDING. Termine da società consumistica, che riflette una dura realtà: noi siamo prodotti di mercato e in quanto tali dobbiamo "venderci" (meglio proporci) nel modo più convincente possibile. A questo scopo, noi figli della generazione di Internet, abbiamo numerosi e nuovi canali, che possono essere sfruttati a finalità lavorative: i social network. Nati con finalità di intrattenimento e socializzazione, i social hanno visto un notevole sviluppo anche in ambito professionale. LikedIn è per eccellenza il social "professionale", ma anche altri canali sono stati creati per promuovere il proprio profilo lavorativo online, persino all'interno della piattaforma di Monster. Inaspettatamente anche Facebook potrebbe diventare un'arma importante, anche se a doppio taglio, nel nostro percorso di ricerca. Un profilo curato dal punto di vista della privacy (attenzione su quello che mostriamo e a chi), che permetta di vedere gli aspetti migliori (in termini lavorativi si intende) è certamente un elemento in più che può far pendere l'ago della bilancia a nostro favore (anche in questo caso, per un discorso più approfondito rimando al sito di VL).
  • Ecco finalmente chiarito il concetto di reputation online: è la traccia visibile che di noi lasciamo sul web, rappresenta tutte le informazioni che su internet possono essere reperite riguardo alla nostra persona. In generale, ma soprattutto quando si è alla ricerca di un posto di lavoro, fare una buona impressione, anche dal profilo di un social network, potrebbe essere determinante. In un'epoca in cui il concetto di privacy ci è forse un po' sfuggito di mano, mi è sembrato interessante parlare di quei canali che, per loro stessa natura, tendono a rivelare tutto di noi e che possono essere reimpiegati per finalità meno "ludiche".

Spunti di riflessioni, consigli, esemplificazioni pratiche... un incontro decisamente "formativo". In quanto NEOlaureata e NEOfita del mondo delle risorse umane, ho avuto, quindi, la possibilità di confrontarmi con una realtà molto grande, quella del recruting online di Monster, e verificare la validità e la professionalità di una realtà, certamente più piccola ma sicuramente all'avanguardia, come quella di ValtellinaLavoro, che mi sta formando in questo settore.

Chiara Casello

Pubblicato: 
Martedì, 17 Dicembre, 2013

Autotorino: «Ma quale crisi dell’auto. Io vendo più di prima»

I record di Plinio Vanini, concessionario (di undici marchi) in provincia di Lecco. «Il segreto? Tanta attenzione al cliente»

Plinio il giovane (il vecchio è suo nonno) vende quasi mille auto al mese. L’appuntamento è nel salone Mercedes di Olginate, provincia di Lecco, un lunedì mattina. Le cime delle Prealpi lombarde sono innevate, il sole è tiepido, due venditori sono presi con altrettanti clienti. Musica di sottofondo. Va tutto bene, va tutto come dovrebbe andare. Infatti sembra la scena di un sogno, perché la realtà è l’incubo di una frana in movimento da 43 mesi: immatricolazioni italiane giù del 4,5 per cento anche in novembre; concessionarie che chiudono (erano 6.130 nel 2002, sono 5.011 quest’anno, si stima che saranno 4.300 nel 2017: fonte Quintegia). Ma Plinio Vanini va in direzione ostinata e contraria: il suo gruppo, Autotorino, distribuisce 11 marchi in altrettante sedi dislocate in sei provincie nel nord, tra la Lombardia e l’Emilia Romagna; ha 250 dipendenti; nel 2012 ha fatturato 149 milioni di euro (vendendo 10.300 vetture, 5.530 nuove e 4.950 usate); completerà il 2013 superando quota 11mila. Anno record.

Come fa?
«Tenendo sotto stretto controllo, in tempo reale, la situazione di tutto il gruppo».

In pratica?
«Abbiamo un unico back office per tutto il gruppo, in Valtellina: le concessionarie non fanno conti né producono carta. Sono tutte concentrate sul cliente. Ogni mattina sappiamo quello che bisogna sapere: i contratti del nuovo, le proiezioni dell’usato ritirato, i ricondizionamenti previsti e quelli effettivi. I punti chiave dell’azienda. È un controllo condiviso dal management: chiunque, dovunque si trovi, entra nel sistema e vede margini, perdite, sforamenti…».

Un software di gestione.
«Un sistema di business intelligence che ci dice in tempo reale quanti contratti stiamo facendo, dove li stiamo facendo, chi li sta facendo. Partendo dal macro-dato arriviamo alla persona, consentendoci di fare formazione mirata sui punti di debolezza di quel venditore o di quell’accettatore. È la nostra forza. Dietro ci sono trent’anni di costruzione, consolidamento e innovazione. Lo scopo è adattarsi rapidamente ai cambiamenti, provare a vivere la contemporaneità, far crescere le persone. Quest’anno abbiamo investito 400 mila euro in formazione».

È cambiato il modo di vedere?
«Sì, radicalmente. Dal venditore-imbonitore siamo passati al professionista in grado di fornire soluzioni di mobilità a un cliente, sempre più informato e preparato, che sceglie il concessionario in base al rapporto prezzo/servizio».

Il prezzo, da solo, non basta?
«Vendere solo per il prezzo è una scelta che porta alla chiusura. Quando il cliente acquista un’auto comincia una relazione: da quel punto in avanti dobbiamo risolvere i suoi problemi. Se resta a piedi: auto sostitutiva, recupero, assistenza telefonica… Cose che possono sembrare banali, ma per farle bene occorre conoscere bene le persone, seguirle lungo tutto il percorso. Il cliente ha un nome, un cognome e un indirizzo, non è un numero di pratica. Risultato: il 97 per cento dei clienti tornerebbe da noi o ci consiglierebbe a un amico. È uno di quei dati che monitoriamo».

Lei è valtellinese. Il quartier generale del gruppo è in Valtellina. Da dove viene il nome Autotorino?
«Da un campo di grano a Morbegno, dove mio padre dal 1965 depositava le auto comprate ai dipendenti Fiat di Torino. Settanta, ottanta veicoli l’anno, una dipendente contabile, i debiti che superavano il patrimonio... Nell’85 mio padre muore, io ho 21 anni e lascio gli studi di veterinaria. Comincio con qualche fuoristrada d’importazione, finché nel ’98 acquisisco il primo marchio, Mitsubishi, e costruisco la prima sede, a Cosio Valtellino. Poi sono venuti Jeep, Hyundai, Kia, SsangYong, Mercedes, Smart, Nissan, Subaru, infine Mini e Bmw».

Ed è venuta l’azienda agrituristica La Fiorida, sempre in Valtellina.
«È l’altro grande progetto della mia vita. Ho cominciato giocando con un paio di vacche di razza bruna. Oggi alla Fiorida (seguita da mia moglie Simonetta) ci sono 500 capi di bestiame, 80 dipendenti, il caseificio, il macello, lo spaccio, il ristorante (una stella Michelin quest’anno, ndr), il centro benessere, i percorsi didattici... Filiera cortissima: dalla terra al consumatore in pochi metri. In fondo io sono un allevatore. Ogni giorno alle 5,30 vado nella stalla. Mi occupo della salute degli animali, fecondazioni, diagnosi di gravidanza, podologia».

Lei corre sempre.
«Corro per davvero, anche a piedi: l’ultima maratona è la Valtellina Wine Trail: 42 chilometri fra cantine e vigne delle mie parti. Bellissimo. Correre è un modo per riflettere e scaricare le tensioni, ma è anche una scuola di vita: se fai gare di durata impari a tener duro quando serve».

Torniamo all’auto: che cosa pensa della vendita online? Avrà un futuro?
«Direi che ha già un presente: oggi il 35 per cento delle nostre vendite deriva da contatti internet. Stiamo facendo enormi investimenti in questa direzione. A giorni saremo operativi con l’acquisto diretto: il cliente farà tutto online, sceglierà il modello, farà la valutazione dell’usato e il finanziamento, sceglierà se venire a ritirare l’auto o riceverla a casa. Nel medio periodo questo mondo sarà dominante, l’80 per cento del business. È una sfida nuova e va accettata. Fermo restando che la concessionaria continuerà a essere un luogo di incontro».

Quando ci sarà la ripresa per l’auto, in Italia?
«Cinque, sei anni. Per quello che valgono le previsioni... Ma parlo di un mercato da 1,5/1,6 milioni di auto l’anno: scordiamoci le cifre ottenute con provvedimenti non strutturali, tipo la rottamazione. Che ha fatto solo dei danni».

Solo danni?
«Eccome: vista nel medio periodo, solo danni. Perché molte aziende hanno dovuto strutturarsi su volumi importanti, che poi sono venuti a mancare. Senza contare che i prezzi erano tali che difficilmente venivano remunerate le spese per la consegna dell’auto. Un mercato che vuole cresce re in questo modo fa del male a se stesso».

L’idea nel cassetto?
«Laurearmi in veterinaria, come ha fatto Viola, la maggiore dei miei tre figli (Mattia fa economia e Riccardo è in quinta elementare). M’interessa il sapere, non il pezzo di carta. Prima o poi ce la farò».

Roberto Iasoni Corriere della Sera 09 dicembre 2013
http://motori.corriere.it/attualita/13_dicembre_09/ma-quale-crisi-dell-a...

Plinio Vanini
Plinio Vanini al Wine Trail Valtellina 24-11-2013

Pagine