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 News n.38 del 20/05/2010

Sondrio - Una impresa su 4 è «rosa»

Il record della provincia di Sondrio per donne alla guida di un'azienda Oltre 4mila «capitane» spiccano in agricoltura, turismo e manifatturiero. In provincia le imprenditrici sono un esercito, le percentuali di occupazione femminile sono più vicine all'Europa che alla media nazionale, ma si può e si deve fare di più. Perché garantire pari opportunità e valorizzare capacità e professionalità delle donne va a beneficio della produttività e della crescita, per tutti. È la conclusione del convegno «Donne, siamo veramente pronte» promosso dal Comitato imprenditorialità femminile e dalla Camera di commercio per riflettere - come ha spiegato aprendo i lavori la presidente del Comitato Gabriella Bersani - sul tema delle pari opportunità e sul ruolo delle donne nel mondo economico locale: un ruolo significativo, se è vero che in provincia di Sondrio sono guidate da una donna 4.067 aziende sulle circa 15mila registrate. In pratica una su quattro, e questa percentuale superiore al 25% porta la provincia in testa alla classifica regionale dell'imprenditorialità femminile. In base ai dati raccolti i settori più «rosa» sono agricoltura, terziario, commercio (con rispettivamente 1.200, 927 e 920 aziende), ma la presenza femminile non manca nemmeno nel turismo (oltre 500 aziende) e nel settore manifatturiero (le imprese sono 230). Anche sul fronte dell'attività femminile Sondrio è nella top ten lombarda, come ha sottolineato Antonella Reghenzani della Camera di commercio: in Valle il tasso di occupazione femminile sfiora il 60% (in linea con la media dell'Unione Europea), un dato che colloca Sondrio al terzo posto della graduatoria regionale dopo Milano e Cremona. E la situazione è positiva anche nei ruoli di rappresentanza, ha rimarcato Barbara Pilatti del gruppo Donne e impresa di Confartigianato: «In Valle siamo messe bene rispetto ad altre realtà - ha spiegato -, non ci sono discriminazioni, e la presenza femminile è significativa, anche in ruoli importanti». Il convegno ha portato anche testimonianze concrete, come quella di Barbara Cortinovis che tre anni fa ha rilevato un'azienda di cosmetici, e soprattutto un obiettivo per il futuro, evidenziato dalla vice presidente del Comitato nazionale piccola industria di Confindustria Maria Cristina Bertellini: tradurre le pari opportunità in provvedimenti concreti, ha sottolineato, è fondamentale per far ripartire la crescita. «Gli strumenti di pari opportunità, i progetti per aiutare a conciliare famiglia e lavoro non sono soltanto a favore delle donne" ha rimarcato -, ma portano benefici concreti alle imprese, e sono un fattore di crescita importante. Basti pensare che se in Italia il tasso di occupazione femminile salisse dall'attuale 46,3% fino al 60% si avrebbe una crescita del 7% del Pil. Le soluzioni ci sono, dalla flessibilità degli orari agli asili nido aziendali, al telelavoro, e mettendo in rete le aziende e coinvolgendo le istituzioni si possono attivare interventi adatti alle necessità di ciascun territorio. Ci sono anche le risorse, e sarà importante usarle se vogliamo diventare protagonisti del nostro futuro, e non accontentarci di essere sopravvissuti alla crisi». Anche la tecnologia può dare una mano, come ha spiegato Monica Pontiroli di Microsoft presentando il progetto "Futuro@lfemminile", ma è importante pure l'atteggiamento con cui le donne si pongono rispetto al mondo del lavoro: «Dobbiamo fare in modo che noi stesse ci crediamo" ha detto Valerie Schena Ehrenberger, della società di recruiting Valtellina Lavoro -, dobbiamo essere consapevoli che possiamo dare un contributo importante, non per ripiego o per necessità, ma come partner equivalenti». (fonte: La Provincia di Sondrio, 19/5/2010, Francesca Bettini)
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