” Il mondo del lavoro è in rapido cambiamento – rimanere aggiornati non è un optional ma indispensabile per ogni azienda.” 

Benvenuto, benvenuta nell’area dedicata al nostro calendario 2026, curato con passione dai professionisti di di Valtellina Lavoro e Talents4Business.

Valtellina Lavoro, società specializzata nella ricerca e selezione del personale, opera da oltre due decenni al fianco delle imprese prevalentemente della Lombardia.

Insieme a Talents4Business, la nostra sezione di consulenza, mentoring e training in ambito Recruiting, presentiamo per il secondo anno un calendario articolato attorno al tema centrale delle Risorse Umane e delle dinamiche aziendali.

Ormai per il quarto anno, forniamo mese dopo mese, a partire da gennaio, dettagliati approfondimenti, sempre aggiornati, su temi specifici e di attualità. Iscriviti …il futuro del Recruiting inizia qui!

MARZO - Soft Skill: come misurarle davvero?

Quando definiamo il profilo della persona ricercata con un’azienda cliente, tra le soft skill richieste compaiono quasi sempre teamwork, adattabilità, leadership, comunicazione e problem solving. Spesso però queste competenze vengono nominate ma non chiarite: problem solving, per esempio, significa applicare rapidamente una procedura già definita oppure saper reagire in modo creativo e proattivo, prendendosi le proprie responsabilità?

Senza una definizione precisa, la valutazione rischia di ridursi a impressioni: “mi sembra sveglio”, “ha polso”, “ho un buon feeling”… o, peggio, “non mi convince” (in base a cosa?).

La verità è che le soft skill si possono misurare, ma non con un unico strumento e soprattutto non “a sentimento”. E misurarle è fondamentale, perché la differenza tra un inserimento che funziona e uno che si interrompe non sono quasi mai specifiche competenze tecniche, tra altro facilmente verificabili durante il processo di reclutamento. Concordiamo quindi pienamente con Daniel Goleman, l’inventore del concetto di intelligenza emotiva:

“Le persone vengono assunte per le loro competenze tecniche e licenziate per le loro competenze relazionali”.

Perché oggi le soft skill contano più che mai?

Negli ultimi anni il mercato del lavoro è in costante cambiamento e chiede un equilibrio sempre più stretto tra competenze tecniche e abilità umane. Il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum segnala tra le competenze in crescita aspetti come leadership e influenza sociale, curiosità e apprendimento continuo, empatia e ascolto attivo. E quando il contesto accelera – tra AI, cambiamenti organizzativi e nuovi modelli di lavoro – sono proprio le abilità personali a determinare chi regge il cambiamento e chi lo subisce.

In questa direzione va anche il rapporto di Randstad per Milano Cortina 2026 che parla di nuove competenze acquisite da chi ha collaborato alla realizzazione degli Olimpiadi. Esempi? Problem solving in tempi e contesti complessi, lavoro in team multidisciplinari, gestione dello stress e comunicazione 4.0.

Misurare davvero una soft skill significa fare trasformare la competenza in comportamenti osservabili. Prendiamo la collaborazione. Dire “cerco una persona collaborativa” è troppo generico. Che cosa vuol dire nel lavoro? Condividere informazioni in modo proattivo? Chiedere aiuto al momento giusto? Gestire i conflitti senza irrigidirsi? Rispettare la gerarchia? Applicare una procedura in modo veloce senza metterla in discussione? Solo quando una competenza viene tradotta in indicatori concreti, smette di essere un contenitore vuoto e diventa qualcosa che possiamo osservare, discutere e valutare con criteri comuni. È qui che cambia anche il processo di Recruiting. 

Gli strumenti che aiutano davvero a misurare le soft skill

    1. Il primo passo è il colloquio strutturato, con domande e criteri di valutazione definiti prima. Non è più una chiacchierata “a braccio” o con domande standard dove si spera di raccogliere informazioni utili, ma diventa un momento strutturato con l’obiettivo di cogliere evidenze per prevedere il comportamento in una specifica posizione in uno specifico contesto. In questo modo non conta più quanto una persona sappia raccontarsi bene, importa come agisce in una determinata situazione. 
    2. Quando serve osservare la competenza “in azione”, il colloquio può essere integrato con prove situazionali e role play: simulazioni realistiche (un cliente difficile, una riunione complessa, un conflitto, una priorità che cambia) che rendono visibili comunicazione, ascolto, negoziazione e gestione dello stress.
    3. E passiamo ai test psicoattitudinali. Noi in Valtellina Lavoro li usiamo, siamo centro test autorizzato, ma sappiamo benissimo che i test non sono verità assolute e non dovrebbero mai essere usati come unico strumento. Però, se sono questionari validati da organizzazioni riconosciute e se vengono interpretati con competenza aiutano a valutare gli aspetti predittivi di una performance: stile relazionale all’interno di certi contesti, preferenze comportamentali, approccio alla leadership, gestione emotiva, modalità decisionali. Il punto, qui, è la qualità: non basta “fare un test”. Serve scegliere strumenti seri, somministrarli correttamente, saperli interpretare – e no, non stiamo parlando del risultato numerico di un certo item –  contestualizzare i risultati e integrarli con colloquio e osservazione. Quando questo avviene, il test diventa una lente utile, non un verdetto.
    4. Infine, quando il ruolo è complesso o prevede responsabilità elevate, l’assessment (individuale o di gruppo) è spesso la modalità più completa: combina più strumenti e più osservazioni e restituisce una mappa chiara di punti di forza, aree di attenzione e condizioni in cui la persona rende al meglio. Inoltre, produce informazioni utili per l’inserimento della persona, perché orienta onboarding e sviluppo.

Motivazione: la variabile che accende le competenze

Che cosa sposta però davvero “l’ago della bilancia” tra potenziale e performance reale? La motivazione. Una persona può avere ottime conoscenze tecniche e capacità personali, ma se la motivazione è bassa o incoerente rispetto al ruolo, al contesto o al livello di responsabilità richiesto, questo potenziale non emergerà. Forse ad oggi, saper valutare le leve di motivazione reali di una persona, che non necessariamente sono quelle dichiarate, è diventata una competenza indispensabile per un Recruiter. 

Il costo di una selezione sbagliata.

Secondo alcuni calcoli elaborati da Valtellina Lavoro, inserire una risorsa non adeguata – e che magari lascia l’azienda dopo poco – ha un impatto a livello di clima, ma anche a livello economico. Se prendiamo, ad esempio, una figura di middle management con una retribuzione annua lorda indicativa di 40.000 euro che non supera i sei mesi, il conto è decisamente elevato e può arrivare anche a 35.000 – 45.000 euro perché comprende il costo aziendale, i costi amministrativi, quelli relativi alla formazione e il costo del processo di recruiting. Non solo: in alcuni casi si aggiungono anche le spese per la chiusura rapporto (una buonuscita, ad esempio, anche per periodi brevi, è ormai abbastanza comune) e di straordinari perché, con una risorsa in meno, il personale interno potrebbe essere chiamato a coprire il vuoto lasciato dalla persona che lascia l’azienda e, infine, costi indiretti e meno tangibili come la demotivazione dello staff, la mancata produttività, il calo attrattività sul mercato che aumentano quando il tasso di turnover è molto elevato.

Cosa possiamo fare noi di Valtellina Lavoro

    • Aiutiamo le aziende a passare dalla valutazione “per sensazione” a una valutazione “per evidenze”, costruendo processi coerenti con ruolo e contesto.
    • Formiamo i selezionatori in azienda, indipendentemente se questi siano Recruiter professionisti oppure figure che in realtà ricoprono altri ruoli – in produzione, amministrazione o commerciale.
    • Siamo centro test autorizzato e integriamo strumenti standardizzati con colloqui strutturati, prove situazionali e assessment. 
    • Forniamo una reportistica che contiene una sezione approfondita dedicata alle soft skill: una sintesi chiara, leggibile e utile per decidere, che include anche la motivazione e, quando opportuno, competenze trasversali sempre più strategiche come mentoring, collaborazione intergenerazionale e adattamento al cambiamento del ruolo.

Se stai pianificando una selezione – con candidati esterni o con personale interno – e vuoi capire quali soft skill servono davvero e come valutarle con un metodo chiaro, contattaci e ti supportiamo con un percorso su misura di selezione o assessment, strumenti solidi e reportistica completa. 

Un caro saluto

Valerie Schena Ehrenberger

con Claudio Bormolini, Chiara Smalzi e il team di

ValtellinaLavoro – ricerca e selezione del personale | Talents4Business® – consulenza, training, mentoring nel Recruiting

I nostri Recruiter hanno ottenuto la certificazione europea CERC – Certified Executive Recruitment Consultant

Ci impegnamo alla piena imparzialità senza praticare alcuna forma di discriminazione basata su età, razza, etnia, nazionalità, opinioni politiche, orientamento religioso, sessuale o stato di salute del candidato.

Inoltre i pilastri che da sempre sostengono la nostra attività sono:
la professionalità / l'indipendenza / la competenza / la riservatezza
con cui trattiamo i dati sia del Candidato che dell'azienda Cliente.

I nostri esperti

Le sfide future si vincono con il Capitale Umano fatto di persone reali, motivate, con i propri talenti e potenzialità.

Valerie Schena Ehrenberger

Nella piccola e lontana Valtellina, tra valli e monti, siamo caparbi e determinati; da montanari capaci di piccoli ma decisi passi verso la vetta, sempre alla ricerca del miglioramento.

Claudio Bormolini

“Oggi il recruiter è molto più di un selezionatore: è un ambasciatore del brand aziendale. Costruiamo la reputazione dell’organizzazione che rappresentiamo.”

CHIARA SMALZI