” Il mondo del lavoro è in rapido cambiamento – rimanere aggiornati non è un optional ma indispensabile per ogni azienda.” 

Benvenuto, benvenuta nell’area dedicata al nostro calendario 2026, curato con passione dai professionisti di di Valtellina Lavoro e Talents4Business.

Valtellina Lavoro, società specializzata nella ricerca e selezione del personale, opera da oltre due decenni al fianco delle imprese prevalentemente della Lombardia.

Insieme a Talents4Business, la nostra sezione di consulenza, mentoring e training in ambito Recruiting, presentiamo per il secondo anno un calendario articolato attorno al tema centrale delle Risorse Umane e delle dinamiche aziendali.

Ormai per il quarto anno, forniamo mese dopo mese, a partire da gennaio, dettagliati approfondimenti, sempre aggiornati, su temi specifici e di attualità. Iscriviti …il futuro del Recruiting inizia qui!

GENNAIO - Perché trattenere i talenti è più difficile che trovarli?

Buon anno! Iniziamo il nostro Calendario 2026 con una domanda impegnativa.
L’immagine scelta – l’uccellino indeciso se spiccare il volo o rimanere a usufruire del cibo – rappresenta bene il dilemma e le possibili interpretazioni: è motivato a restare? E’ contento e sta chiamando i suoi simili? O se ne va perché ha trovato qualcosa di più interessante?

Con i collaboratori, la situazione è similare, sebbene decisamente più complessa.
Nel dibattito sulle Risorse Umane si parla spesso della difficoltà nel trovare persone qualificate. I dati aggiornati indicano che il 24,1% delle aziende lombarde assumerà nel trimestre dicembre–febbraio 2026 (Excelsior – Unioncamere); la percentuale sale al 35,6% in provincia di Sondrio. A livello regionale, il 46% delle assunzioni sarà di difficile reperimento ma nelle tre province di nostra principale competenza – Sondrio, Lecco e Como – il dato arriva a quasi il 50%. Le cause? In prevalenza la mancanza di candidature, ma anche di competenze.
A fianco trovate una slide riassuntiva utilizzata da Valerie Schena Ehrenberger all’evento People 2, organizzato a fine novembre da Confindustria Lecco e Sondrio insieme a Confindustria Como.
 
Da qui emerge una verità sempre più evidente: oggi trattenere i talenti è una sfida persino più complessa che individuarli. Le persone sono poche, le competenze sempre più specialistiche e il mercato sempre più trasparente. I professionisti qualificati vengono contattati di continuo dai recruiter e la permanenza in azienda non è mai scontata, nemmeno quando le condizioni sembrano – almeno in apparenza – buone.
Il talento non si trattiene: si accompagna
L’errore più comune è pensare alla retention come a un’azione difensiva: trattenere, legare, impedire che qualcuno se ne vada. In realtà, il talento non si “blocca”. Resta solo se percepisce coerenza, ascolto e possibilità di evoluzione in linea con le proprie motivazioni… del momento, vuol dire di questa fase della vita.

“Quando cerchi di trattenere una persona, la cosa più complicata è capire la differenza tra difficile, impossibile e inutile.” Fabrizio Caramagna
 
Come suggerisce la citazione scelta per questo mese, non sempre  vale la pena insistere. Alcune uscite sono inevitabili, altre persino salutari. Pensiamo ai quiet quitter, collaboratori che hanno tirato i remi in barca e, ormai demotivati, fanno il minimo indispensabile. Secondo Gallup, tra il 22% e il 24% dei lavoratori italiani rientra in questa categoria.
Tante uscite, però, dispiacciono all’azienda e potrebbero essere evitate se l’organizzazione – il diretto manager assieme ai colleghi delle Risorse Umane  – fosse in grado di distinguere per tempo tra un disagio temporaneo, una mancanza di prospettiva e un disallineamento ormai irreversibile e in possesso degli strumenti giusti per reagire.
Il valore di un dialogo costante, trasparente e strutturato
Uno dei fattori più determinanti per fidelizzare le persone è la qualità delle relazioni in azienda. Non si tratta solo di clima organizzativo, ma di un rapporto costante, aperto e trasparente, in cui il dipendente si sente libero di esprimersi.
Questo dialogo di qualità consente di intercettare segnali deboli, correggere la rotta e rinegoziare aspettative prima che sia troppo tardi. Per questo consigliamo fortemente il colloquio di feedback strutturatorigorosamente bidirezionale. Se svolto con regolarità, diventa un potente alleato delle politiche di retention: aiuta le persone a sentirsi viste, riconosciute e guidate, e consente all’azienda di mappare motivazioni, ambizioni e potenzialità che spesso non emergono nella quotidianità operativa.
Welfare e wellbeing: la base, non la soluzione
Welfare e wellbeing aziendale sono oggi elementi imprescindibili. Non parliamo solo di piattaforme, ma di flessibilità, attenzione al benessere, equilibrio vita-lavoro, azioni di salva tempo e iniziative simili, che sono ormai prerequisiti e non più fattori distintivi.
Dal punto di vista di chi opera nella ricerca, selezione e consulenza HR, è sempre più chiaro che questi aspetti non possono essere lasciati al caso o alla capacità negoziativa del singolo dipendente. Richiedono metodo, strumenti, competenze relazionali da parte dell’azienda e una visione di medio-lungo periodo.
Quando il supporto esterno porta valore aggiunto
Spesso riscontriamo da parte delle aziende una reale volontà per affrontare in modo strutturato temi complessi come il feedback, la motivazione o lo sviluppo delle persone, ma mancano gli strumenti, le competenze o semplicemente il tempo necessario. Rimane un progetto ipotetico che finisce nel cassetto del “faremo più avanti”.
In queste situazioni, il supporto esterno non rappresenta una delega, ma una scelta strategica: uno spazio per “fare il punto”, confrontarsi con il mercato reale e misurare la distanza tra ciò che l’azienda pensa di offrire e ciò che le persone – che si muovono nel mercato reale – percepiscono. Il benchmark diventa così uno strumento per orientarsi, non per giudicarsi, ma bensì un punto di partenza.
 
Inoltre, il colloquio con un professionista esterno facilita spesso di far emergere la motivazione reale delle persone, quella che difficilmente viene espressa all’interno di relazioni gerarchiche. Parlare con chi non ha un potere diretto sulla carriera favorisce maggiore apertura, autenticità e profondità, offrendo informazioni preziose per comprendere cosa trattiene davvero – o allontana – i collaboratori.
 
Infine, l’utilizzo di assessment strutturati aiuta a superare le percezioni soggettive e a valutare con maggiore precisione competenze, attitudini e reale potenzialità di crescita. Un passaggio fondamentale per prendere decisioni più consapevoli, investire sulle persone giuste e costruire percorsi di sviluppo sostenibili … e credibili.
A volte basta fermarsi, fare chiarezza e ripartire con gli strumenti giusti. Per questo, quando serve, noi ci siamo
 
Cosa possiamo fare per supportarti?
I professionisti di ValtellinaLavoro, certificati a livello europeo CERC (Certified Executive Recruitment Consultant), sono a disposizione per:
In questo senso, buon inizio anno … e a presto!
Il team di ValtellinaLavoro e Talents4Business

Ci impegnamo alla piena imparzialità senza praticare alcuna forma di discriminazione basata su età, razza, etnia, nazionalità, opinioni politiche, orientamento religioso, sessuale o stato di salute del candidato.

Inoltre i pilastri che da sempre sostengono la nostra attività sono:
la professionalità / l'indipendenza / la competenza / la riservatezza
con cui trattiamo i dati sia del Candidato che dell'azienda Cliente.

I nostri esperti

Le sfide future si vincono con il Capitale Umano fatto di persone reali, motivate, con i propri talenti e potenzialità.

Valerie Schena Ehrenberger

Nella piccola e lontana Valtellina, tra valli e monti, siamo caparbi e determinati; da montanari capaci di piccoli ma decisi passi verso la vetta, sempre alla ricerca del miglioramento.

Claudio Bormolini

“Oggi il recruiter è molto più di un selezionatore: è un ambasciatore del brand aziendale. Costruiamo la reputazione dell’organizzazione che rappresentiamo.”

CHIARA SMALZI