” Il mondo del lavoro è in rapido cambiamento – rimanere aggiornati non è un optional ma indispensabile per ogni azienda.” 

Benvenuto, benvenuta nell’area dedicata al nostro calendario 2026, curato con passione dai professionisti di di Valtellina Lavoro e Talents4Business.

Valtellina Lavoro, società specializzata nella ricerca e selezione del personale, opera da oltre due decenni al fianco delle imprese prevalentemente della Lombardia.

Insieme a Talents4Business, la nostra sezione di consulenza, mentoring e training in ambito Recruiting, presentiamo per il secondo anno un calendario articolato attorno al tema centrale delle Risorse Umane e delle dinamiche aziendali.

Ormai per il quarto anno, forniamo mese dopo mese, a partire da gennaio, dettagliati approfondimenti, sempre aggiornati, su temi specifici e di attualità. Iscriviti …il futuro del Recruiting inizia qui!

FEBBRAIO - Il territorio è un limite o una risorsa per attrarre dei talenti?

Per anni, i territori lontani dalle città metropolitane, tra cui le province di Sondrio, Lecco e Como, dove svolgiamo la maggior parte dei nostri incarichi di ricerca e selezione del personale, sono state raccontate come territori da cui bisogna partire per costruire il proprio futuro professionale soddisfacente. Oggi, però, questa narrazione mostra tutti i suoi limiti. In un contesto in cui qualità della vita, senso del lavoro e legame con il territorio tornano centrali nelle scelte delle persone, “la Valle” può diventare una leva strategica per attrarre e trattenere talenti. Ne parliamo con Claudio Bormolini, Selezionatore Senior di ValtellinaLavoro, che offre uno sguardo concreto su come il territorio possa trasformarsi da vincolo percepito a risorsa competitiva.

 

Claudio, partiamo dalla domanda centrale: il territorio locale, non metropolitano e di confine, è davvero un limite per attrarre talenti?

Claudio Bormolini: Per molto tempo è stato percepito così. Un vincolo geografico, infrastrutturale, perfino culturale. Anzi, andarsene è diventato quasi un passaggio obbligato per chi voleva costruire il proprio futuro professionale. Oggi, però, questa lettura non regge più, e non solo grazie allo smartworking. Il territorio, se ripensato e valorizzato, può trasformarsi in un vantaggio competitivo concreto, sia nell’attrazione sia nella fidelizzazione dei talenti. Non è il luogo in sé a essere un limite, ma il modo in cui viene reso — o non reso — abitabile dal punto di vista professionale.

La provincia può davvero essere attrattiva per un giovane talento?

Assolutamente sì. Se pensiamo alla Valtellina ad esempio, vivere e lavorare in un contesto montano significa avere un’elevata qualità della vita, un rapporto quotidiano con la natura, ritmi meno frenetici, relazioni sociali più autentiche. Il territorio può diventare un fattore decisivo di attrazione, a patto che venga pensato come un ecosistema capace di offrire non solo lavoro, ma servizi integrati – dai trasporti alle scuole d’infanzia – prospettive, senso e qualità della vita. Non sono i giovani a non voler restare o tornare: è il sistema che troppo spesso non parla il loro linguaggio.

Molti giovani però se ne vanno molto presto, già dopo il diploma. Perché?

C’è un dato molto significativo: tanti ragazzi lasciano le zone periferiche intorno una volta diplomati, sia per motivi di studio che di lavoro, senza avere una reale consapevolezza delle opportunità professionali presenti sul territorio locale. Non partono perché “qui non c’è nulla”, ma perché nessuno ha mai raccontato quali siano le reali opportunità. A 19 anni difficilmente si ha la curiosità o gli strumenti per informarsi in modo autonomo sul tessuto socio-economico della propria provincia. Il problema è che manca una narrazione credibile di permanenza o di rientro, una racconto positivo. Ad esempio, quante volte sentiamo parlare della provincia di Sondrio come “Valle delle lacrime”? Così il territorio perde talenti non per mancanza di valore, ma per assenza di comunicazione e visione.

Quindi il lavoro c’è, anche “di qualità”, ma non è visibile?

Esattamente. Fino a qualche anno fa, le competenze considerate “spendibili” in Valtellina erano poche e ben definite: una formazione in ragioneria o economia per il sistema bancario e amministrativo; ITIS, professionale o ingegneria per l’industria manifatturiera; alberghiero per il turismo. Oggi lo scenario è completamente cambiato, anche nei settori menzionati prima. l turismo, ad esempio, richiede competenze in gestione, innovazione, sostenibilità e marketing territoriale. Agricoltura ed enogastronomia sono diventati ambiti imprenditoriali evoluti. Accanto a questo convivono multinazionali, grandi aziende nazionali e un tessuto artigiano altamente specializzato. Per non parlare dell’Intelligenza Artificiale, una tecnologia che ovviamente è entrata anche nelle aziende locali.

Il punto non è solo creare lavoro, ma renderlo competitivo dal punto di vista del pacchetto offerto. Ma più importante raccontarlo, metterlo in rete, renderlo accessibile. Non si può attrarre — né trattenere — ciò che non è visibile.

Negli ultimi anni si parla molto di “rientro”. È cambiato qualcosa?

Sì, una tendenza che è iniziata prima della pandemia, poi il Covid ha accelerato tutto. Lo smartworking ha ridotto il vincolo della vicinanza fisica tra casa e lavoro. Questo ha spostato la domanda: se posso lavorare da remoto, che ruolo ha il territorio? La risposta è che oggi le zone non metropolitane non competono più solo sul piano lavorativo, ma sull’esperienza di vita che è in grado di offrire. E guardando le classifiche delle città più vivibili in Italia, i territori periferiche escono spesso vincitori!

Torniamo alla Valtellina. Le Olimpiadi Milano Cortina 2026 che impatto possono avere sulla narrazione del territorio come ecosistema?

Enorme! Bormio e Livigno saranno sedi protagoniste e questo rappresenta un acceleratore di sviluppo per tutto il sistema territoriale. Non solo in termini di investimenti e visibilità, ma soprattutto per le ricadute strutturali: nuove professionalità, nuove competenze, innovazione, capitali, posizionamento internazionale. Per i giovani talenti può diventare un potente fattore di attrattività, a patto che si sappia trasformare l’evento in un’eredità duratura. Il territorio locale non deve limitarsi ad essere percepito come cornice. Lavoro, formazione, servizi, welfare, comunità, identità: tutto deve concorrere a creare una proposta di valore territoriale credibile. Le difficoltà della Pubblica Amministrazione e del sistema sanitario dimostrano che non basta offrire un posto di lavoro. Serve rendere attrattivo l’intero contesto di vita. Mi piace citare Papa Francesco: 

Quando diciamo “casa” intendiamo un luogo di accoglienza, una dimora, un ambiente umano dove stare bene, ritrovare se stessi, sentirsi inseriti in un territorio, in una comunità”.

In conclusione: la valle è un limite o una leva strategica?

Diventa un limite solo quando non viene progettata, raccontata e vissuta come una risorsa. In realtà può essere una leva strategica potentissima, soprattutto in un momento storico in cui le persone cercano equilibrio, significato e qualità della vita. Le Olimpiadi Invernali 2026 sono un’occasione irripetibile per dimostrare che la Valtellina non è un luogo da cui fuggire, ma un luogo in cui scegliere di costruire il proprio futuro. La vera sfida sarà trasformare questa occasione in una visione di lungo periodo, capace di attrarre e trattenere talenti anche quando i riflettori si spegneranno. Ma sono fiducioso di poterla vincere.

Cosa possiamo fare per supportarti nel trasformare il territorio in leve di attrazione per la tua azienda?
Come società di ricerca e selezione del personale specializzata nei territori di provincia e di confine, sappiamo:
 
    • Rendere visibili le opportunità di lavoro
      Raccontare e promuovere le posizioni aperte, parlando il linguaggio dei giovani e dei professionisti che oggi scelgono dove vivere, non solo dove lavorare.

    • Tradurre il territorio in una proposta di valore per il candidato
      Comunicare non solo il ruolo, ma l’esperienza di vita: qualità, contesto, comunità, equilibrio, servizi. Creare un Employer Branding non basato sul mero “venire a lavorare qui”, ma “scegliere di vivere qui”

    • Costruire un ponte stabile tra scuole, università e la tua azienda
      Intervenire prima che i giovani partano, creando consapevolezza sulle opportunità professionali presenti in valle e mantenendo un filo attivo con chi studia fuori.

    • Supportarti nel ripensare l’attrattività della propria offerta lavorativa
      Affiancarti nella definizione di proposte lavorative coerenti con le nuove aspettative: flessibilità, crescita, senso, sviluppo professionale.

In questo senso, buon lavoro… e a presto!

Il team di ValtellinaLavoro e Talents4Business

Ci impegnamo alla piena imparzialità senza praticare alcuna forma di discriminazione basata su età, razza, etnia, nazionalità, opinioni politiche, orientamento religioso, sessuale o stato di salute del candidato.

Inoltre i pilastri che da sempre sostengono la nostra attività sono:
la professionalità / l'indipendenza / la competenza / la riservatezza
con cui trattiamo i dati sia del Candidato che dell'azienda Cliente.

I nostri esperti

Le sfide future si vincono con il Capitale Umano fatto di persone reali, motivate, con i propri talenti e potenzialità.

Valerie Schena Ehrenberger

Nella piccola e lontana Valtellina, tra valli e monti, siamo caparbi e determinati; da montanari capaci di piccoli ma decisi passi verso la vetta, sempre alla ricerca del miglioramento.

Claudio Bormolini

“Oggi il recruiter è molto più di un selezionatore: è un ambasciatore del brand aziendale. Costruiamo la reputazione dell’organizzazione che rappresentiamo.”

CHIARA SMALZI