Ci impegniamo alla piena imparzialità senza praticare alcuna forma di discriminazione basata su età, etnia, nazionalità, opinioni politiche, orientamento religioso, sessuale o stato di salute del candidato.
” Il mondo del lavoro è in rapido cambiamento – rimanere aggiornati non è un optional ma indispensabile per ogni azienda.”
Benvenuto, benvenuta nell’area dedicata al nostro calendario 2026, curato con passione dai professionisti di di Valtellina Lavoro e Talents4Business.
Valtellina Lavoro, società specializzata nella ricerca e selezione del personale, opera da oltre due decenni al fianco delle imprese prevalentemente della Lombardia.
Insieme a Talents4Business, la nostra sezione di consulenza, mentoring e training in ambito Recruiting, presentiamo per il secondo anno un calendario articolato attorno al tema centrale delle Risorse Umane e delle dinamiche aziendali.
Ormai per il quarto anno, forniamo mese dopo mese, a partire da gennaio, dettagliati approfondimenti, sempre aggiornati, su temi specifici e di attualità. Iscriviti …il futuro del Recruiting inizia qui!
Inizia l’estate, iniziano le vacanze e aumentano i colloqui a distanza. In realtà, solo leggermente: il videocolloquio è ormai una prassi consolidata nelle prime fasi della selezione. Secondo uno studio internazionale, l’86% delle aziende utilizza il videocolloquio, uno strumento diffusosi soprattutto dopo la pandemia, e l’80% dei candidati lo preferisce per il primo incontro conoscitivo.
Le differenze tra i Paesi europei, però, sono evidenti. Nelle selezioni che gestiamo per aziende con sede all’estero, è ormai normale che gran parte del processo si svolga online; in Italia, invece, non sono rari i percorsi di selezione interamente in presenza.
Ma qual è la soluzione migliore? E, soprattutto, cosa significa davvero “migliore” quando si parla di selezione del personale? Lo abbiamo chiesto alla nostra selezionatrice, Chiara Smalzi.
Domanda: Oggi molte aziende svolgono i colloqui da remoto. Ha ancora senso incontrare i candidati di persona?
Chiara Smalzi: Assolutamente sì. Il colloquio da remoto è uno strumento molto utile: permette di risparmiare tempo, di vedere rapidamente un numero elevato di candidati e di gestire con maggiore flessibilità le prime fasi della selezione. In alcune situazioni rappresenta la soluzione ideale. Tuttavia, non possiamo ignorarne i limiti.
Un colloquio in presenza offre una quantità di informazioni che uno schermo non è in grado di restituire. La selezione del personale non consiste semplicemente nel verificare un curriculum o porre alcune domande: è soprattutto una relazione tra due persone.
Pensiamo, ad esempio, alla selezione di una figura commerciale. Come posso valutare realmente le sue capacità relazionali se non osservo il modo in cui entra nella stanza, stringe la mano, sostiene lo sguardo, gestisce il contatto visivo o reagisce all’impatto emotivo dell’incontro? Sono tutti elementi che raccontano molto della persona e che, inevitabilmente, si perdono durante una videochiamata.
Anche la motivazione emerge in modo diverso. Nella maggior parte dei casi, un candidato che si organizza per raggiungere la sede del colloquio dimostra un investimento maggiore nel processo di selezione. Naturalmente non è una regola assoluta, ma è un segnale che contribuisce alla valutazione complessiva.
Domanda: Quali sono i principali limiti che riscontra nei colloqui online?
Chiara Smalzi: Uno degli aspetti più critici è il contesto in cui il candidato sceglie di svolgere il colloquio. Sempre più spesso capita di collegarsi con persone che sono in automobile, che controllano continuamente il cellulare, che leggono il curriculum durante l’intervista perché non ricordano le proprie esperienze o le relative date.
Nel tempo ho assistito a situazioni davvero singolari: colloqui svolti da una panchina di un parco giochi, sotto un ombrello mentre la candidata camminava verso il dentista, oppure richieste come: “Possiamo fare il colloquio mentre guido?”. La risposta, naturalmente, è sempre no.
E non finisce qui. C’è chi si presenta sdraiato sul divano, chi accende una sigaretta durante la conversazione, chi passeggia per casa con il telefono in mano o chi ha alle spalle familiari che cucinano, parlano o attraversano continuamente l’inquadratura.
Sono situazioni che, inevitabilmente, fanno perdere al colloquio lo scopo: un colloquio di selezione non è una chiacchierata informale tra amici ma ha un obiettivo chiaro. E’ un momento strutturato nel quale entrambe le parti si stanno valutando reciprocamente in merito ad una specifica carriera professionale.
Domanda: Quindi il colloquio da remoto è da evitare?
Chiara Smalzi: No, sarebbe sbagliato dirlo. Il colloquio online rimane uno strumento prezioso. Pensiamo a candidati che vivono lontano o alla necessità di effettuare uno screening iniziale in tempi rapidi.
Il punto è un altro: non dovrebbe diventare la normalità per qualsiasi fase del processo di selezione e, soprattutto, dovrebbe essere affrontato con lo stesso livello di professionalità richiesto a un incontro in presenza.
Inoltre, non bisogna dimenticare gli aspetti tecnici: connessioni instabili, immagini che si bloccano, audio disturbato o ritardi nella comunicazione possono compromettere il dialogo e rendere più difficile interpretare il comportamento del candidato.
Domanda: Qual è quindi il giusto equilibrio?
Chiara Smalzi: Le aziende oggi devono essere flessibili. È vero che il mercato del lavoro è cambiato e che, in alcuni casi, occorre adattarsi alle esigenze dei candidati. Tuttavia, adattarsi non significa rinunciare agli standard. Se abbassiamo continuamente l’asticella, rischiamo di trasformare il colloquio in un semplice appuntamento su calendario, privandolo del suo vero valore: comprendere chi abbiamo di fronte.
La tecnologia deve supportare il lavoro del selezionatore, non sostituire quella componente umana fatta di osservazione, relazione e confronto diretto. Perché, alla fine, le competenze si possono anche leggere sul curriculum, ma le persone si conoscono soprattutto guardandole negli occhi.
Grazie, Chiara, per il confronto e per i preziosi suggerimenti!
Che siate candidati o recruiter, il videocolloquio è spesso il primo momento di conoscenza reciproca. Bastano pochi accorgimenti per trasformarlo in un’esperienza efficace e professionale. Ecco il nostro 👩💻 GALATEO DEL VIDECOLLOQUIO 👨💻.
Per i candidati
Per le aziende
In fondo, il videocolloquio non è “meno professionale” di un incontro in presenza: cambia solo lo strumento. Preparazione, attenzione e autenticità restano gli elementi che fanno davvero la differenza, da entrambe le parti.
Un caro saluto
Valerie Schena Ehrenberger
con Claudio Bormolini, Chiara Smalzi e il team di
ValtellinaLavoro – ricerca e selezione del personale | Talents4Business® – consulenza, training, mentoring nel Recruiting
I nostri Recruiter hanno ottenuto la certificazione europea CERC – Certified Executive Recruitment Consultant
Ci impegniamo alla piena imparzialità senza praticare alcuna forma di discriminazione basata su età, etnia, nazionalità, opinioni politiche, orientamento religioso, sessuale o stato di salute del candidato.
