Ci impegniamo alla piena imparzialità senza praticare alcuna forma di discriminazione basata su età, etnia, nazionalità, opinioni politiche, orientamento religioso, sessuale o stato di salute del candidato.
” Il mondo del lavoro è in rapido cambiamento – rimanere aggiornati non è un optional ma indispensabile per ogni azienda.”
Benvenuto, benvenuta nell’area dedicata al nostro calendario 2026, curato con passione dai professionisti di di Valtellina Lavoro e Talents4Business.
Valtellina Lavoro, società specializzata nella ricerca e selezione del personale, opera da oltre due decenni al fianco delle imprese prevalentemente della Lombardia.
Insieme a Talents4Business, la nostra sezione di consulenza, mentoring e training in ambito Recruiting, presentiamo per il secondo anno un calendario articolato attorno al tema centrale delle Risorse Umane e delle dinamiche aziendali.
Ormai per il quarto anno, forniamo mese dopo mese, a partire da gennaio, dettagliati approfondimenti, sempre aggiornati, su temi specifici e di attualità. Iscriviti …il futuro del Recruiting inizia qui!
Vogliamo iniziare il blog di questo mese con tre spunti, apparentemente lontani tra loro, ma che raccontano molto bene quanto la trasparenza influenzi i comportamenti.
Tre contesti diversi, un elemento comune: quando le persone capiscono cosa succederà, si fidano di più.
E nel mondo del lavoro?
Le dinamiche non sono diverse. L’ignoto provoca ansia — e i processi di recruiting, che cambiano da azienda ad azienda, non sono un’eccezione. La candidate experience è molto più positiva quando la persona sa cosa aspettarsi. Di conseguenza, i candidati tendono a scegliere (e a restare ingaggiati) nei processi più trasparenti. E questo si vede sin dalle prime fasi: Linkedin registra che gli annunci di lavoro che indicano il range retributivo registrano un tasso di risposta fino al 30% più alto.
Ma non riguarda solo l’ingresso. Vale anche per le carriere interne: se i criteri di valutazione non sono chiari, lo scetticismo sulla recente promozione del collega cresce. Chiarezza sul processo di selezione, sulla proposta contrattuale ed economica (inclusi benefit, flessibilità, welfare), trasparenza sui criteri di valutazione — sia in fase di recruiting sia lungo i percorsi di carriera — non sono solo “buone pratiche”. Sono fattori che incidono direttamente sulla reputazione dell’azienda, l’attrattività, l’efficacia dei processi e – infine – la fidelizzazione delle persone. Quindi, diciamolo, la trasparenza conta, eccome!
Il contesto normativo: un’accelerazione già in atto
Il Consiglio dei Ministri italiano, nella seduta del 30 aprile 2026, ha approvato in via definitiva il decreto legislativo di recepimento della Direttiva UE 2023/970, la cosiddetta direttiva europea sulla trasparenza salariale, volta a rafforzare il principio della parità retributiva tra uomini e donne. Siamo stati interpellati come esperti per la redazione di un discussion paper, presentato in Senato a febbraio, i cui spunti sono confluiti nelle considerazioni per la stesura del decreto finale.
In questi giorni si legge molto sull’impatto della direttiva, spesso con toni allarmistici. Proviamo a riportare il tema su un piano concreto. I punti chiave sono chiari (il testo competo potete scaricare qui):
Ecco cosa significa in concreto:
Ma al di là della norma, la domanda vera è: quanto sono davvero pronte le aziende a sostenere questa trasparenza? Facciamo chiarezza (con un po’ di esperienza sul campo). Sembra che uno dei principali obblighi che suscita malumore sia l’indicazione della RAL negli annunci di lavoro. In oltre 25 anni di esperienza, non ci è mai capitato di incontrare un’azienda che non avesse almeno un’idea del budget per l’inserimento di una figura. Un range retributivo esiste sempre. Ed è normalmente contenuto in uno scarto di poche migliaia di euro, sufficiente a coprire diversi livelli di esperienza. Quando il range diventa eccessivamente ampio, perde credibilità sul mercato perché non risponde più ai requisiti richiesti. E questo, ogni azienda lo sa.
Serve maggiore flessibilità? Si può gestire in modo trasparente: ad esempio, indicando che verranno valutati anche profili con maggiore seniority, con un adeguamento della proposta economica. Il punto non è “dire tutto”, ma dire in modo chiaro ciò che è realistico. Più spesso, il tema reale è un altro: offerte (contratto, stipendio, benefit, variabile, flessibilità, welfare aziendale ecc.) non più allineate al mercato attuale. E qui non serve opacità, ma aggiornamento. Le informazioni ci sono — e noi possiamo supportare le aziende proprio in questo: leggere il mercato, definire range credibili e costruire proposte sostenibili.
Trasparenza anche nei percorsi di carriera
La direttiva non riguarda solo l’ingresso in azienda, ma anche ciò che accade dopo. Uno dei punti più critici che osserviamo riguarda proprio i criteri di promozione. Percorsi di crescita spesso non formalizzati, decisioni percepite come poco chiare, persone che si sentono “dimenticate” semplicemente perché meno esposte o meno assertive.
È una dinamica che incontriamo frequentemente. Ed è una delle principali cause di demotivazione o di uscita dall’azienda – vi ricordate lo studente che si sente trattato “ingiustamente”? – con perdita di competenze e know-how. Definire criteri chiari di crescita, renderli espliciti e comunicabili, non è solo una questione di equità. È una leva diretta di fidelizazzione e sostenibilità organizzativa.
Un cambio di paradigma culturale
Come spesso accade, la vera sfida non è tecnica ma culturale. La trasparenza richiede allineamento manageriale, coerenza e capacità di comunicazione.
“La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare, quando necessario.” La citazione di Albert Einstein è particolarmente indicato: ormai, la direttiva è realtà, non possiamo ignorarla. Le organizzazioni più evolute non si limiteranno però ad adeguarsi, ma utilizzeranno questa spinta per ripensare il proprio approccio al recruiting e alla gestione delle persone.
In sintesi: un tema di fiducia
Un processo di selezione si basa, in fondo, su un equilibrio di fiducia: l’azienda si fida di ciò che racconta il candidato, e il candidato si fida di ciò che l’azienda comunica — spesso attraverso intermediari o HR. Investire in trasparenza significa rendere questo equilibrio più solido. Per le aziende, i benefici sono concreti:
Ed è proprio qui che la trasparenza smette di essere un obbligo normativo e diventa, a tutti gli effetti, un vantaggio competitivo.
Che cosa possiamo fare noi di Valtellina Lavoro
Il nostro obiettivo non è “rendere tutto trasparente”, ma aiutare le aziende a essere credibili, coerenti e chiare. Perché è questo che fa davvero la differenza, oggi, nel mercato del lavoro.
Un caro saluto
Valerie Schena Ehrenberger
con Claudio Bormolini, Chiara Smalzi e il team di
ValtellinaLavoro – ricerca e selezione del personale | Talents4Business® – consulenza, training, mentoring nel Recruiting
I nostri Recruiter hanno ottenuto la certificazione europea CERC – Certified Executive Recruitment Consultant
Ci impegniamo alla piena imparzialità senza praticare alcuna forma di discriminazione basata su età, etnia, nazionalità, opinioni politiche, orientamento religioso, sessuale o stato di salute del candidato.
